Codice Rosa: formazione continua per gli operatori e due innovativi progetti di aiuto finanziati dalla Regione avviati nei territori di Empoli, Firenze, Prato e Pistoia

Formazione continua per gli operatori dell’area vasta centro sul “Codice Rosa”. Il percorso è ormai attivo e consolidato in tutti i presidi ospedalieri e medici (principalmente dei pronto soccorso, ginecologi, pediatri, psichiatri), infermieri, assistenti sociali, psicologi, ostetriche e medici di famiglia dell’Azienda USL Toscana centro e delle AOU Careggi e Meyer sono costantemente aggiornati sulla gestione dei casi di violenza: dal riconoscimento immediato delle vittime, alle procedure che devono essere adottate, fino all’attivazione del percorso specifico, anche attraverso la conoscenza degli aspetti giuridici e medico-legali.

Sono centinaia gli operatori sanitari che hanno scelto di occuparsi del “Codice Rosa” e, per assicurare alle vittime cure e protezione, ogni anno sono impegnati ad implementare le loro conoscenze e competenze.

Un nuovo appuntamento con la formazione ci sarà il prossimo 19 ottobre ed è il terzo modulo di un impegnativo corso che si è tenuto in vari punti dell’Azienda Sanitaria USL Tc, ripetuto in tre diverse edizioni nel corso del 2018. L’Azienda USL Toscana centro che è capofila nella formazione in area vasta centro, in questi ultimi tempi ha investito molto, in termini di organizzazione, modalità operative e personale, per una diffusione, su tutto il territorio, del “Codice Rosa.

Nell’Azienda USL TC sono inoltre in atto due importanti sperimentazioni finanziate dalla Regione Toscana: il servizio di emergenza e urgenza sociale (SEUS) disponibile 24 ore su 24, che per il momento riguarda i territori di Empoli, Firenze, Prato e Pistoia, e la possibilità di ospitare le donne che ne hanno la necessità in strutture adeguate per le prime 72 ore dopo l’urgenza.

“E’ fondamentale aggiornare e sviluppare ulteriormente le competenze tecnico relazionali di coloro che devono prendersi cura delle persone che hanno subito maltrattamenti, abusi e violenze, ma è altrettanto importante –sottolinea Valeria Dubini, responsabile aziendale del Codice Rosa – confrontarsi con gli operatori e le loro esperienze per una gestione attenta e sempre aggiornata dei casi, sia che si presentino in forma acuta che cronica”.

Anche la condivisione dei casi clinici è diventata oggetto di formazione per imparare meglio a riconoscere subito le vittime che si presentano in pronto soccorso o ai consultori. “Sono proprio gli operatori sul campo che con la loro esperienza riescono a far emergere le storie di violenze e abusi –continua Dubini– ed grazie a loro se, in questi anni, è stata costruita una rete ormai consolidata di aiuti concreti che ha aiutato molte vittime riservando loro percorsi assistenziali protetti che garantiscono protezione e riservatezza”.

Lo scorso anno nell’Azienda USL Toscana centro complessivamente nei confronti degli adulti si sono verificati 781 maltrattamenti (nel 2016 erano stati 918) e gli abusi sessuali sono stati 34 (33 nel 2016). I maltrattamenti nei confronti dei minori, sempre nel 2017, sono stati invece 133 (158 nel 2016) e 26 i casi di abuso sessuale (24 nel 2016).

Per quanto riguarda il genere gli accessi al “Codice Rosa” sempre negli ospedali dell’Azienda USL Tc hanno riguardato più le donne (88,9%) degli uomini (11,1%).

“Per quanto riguarda i dati –commenta Dubini- emerge che la quota principale delle persone che si rivolgono ai nostri nove pronto soccorsi riguarda i maltrattamenti; i casi di abuso sessuale risultano invece una parte molto minore: 34 (donne e uomini con maggioranza di donne) e 26 sui minori (sempre comprensivi di maschi e femmine). Considerato che la popolazione della nostra Azienda è di oltre un milione e mezzo di abitanti ci rendiamo conto che questi dati rappresentano la punta di un iceberg”.

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