Dagli scarti dell’agricoltura materiali per costruire e arredare case

Da scarti provenienti dalle lavorazioni dell’agricoltura tipica toscana a materiali per costruire e arredare le case, con guadagni per i produttori e per l’ambiente: torna a Firenze l’appuntamento con Agritettura, un’iniziativa curata dalla commissione Das (dibattito architettura sostenibile) dell’Ordine degli architetti di Firenze che – dopo l’edizione del 2016 – si concentra quest’anno sull’utilizzo degli scarti provenienti dall’agroalimentare in architettura, attraverso filiere di trasformazione nella visione più ampia di economia circolare.

«Due anni fa abbiamo fatto vedere le potenzialità di questo settore, ora – spiega Egidio Raimondi, consigliere dell’Ordine degli architetti di Firenze – presentiamo le realtà che stanno andando avanti. Non si tratta solo di pionieri, ma di realtà che hanno messo in piedi filiere e processi virtuosi: da qui il titolo dell’iniziativa di quest’anno. È un passo in avanti, per capire come le varie realtà hanno sviluppato il proprio lavoro e come pensano di interagire tra loro, facendo rete. Introdurre nell’edilizia materiali ‘non convenzionali’ per costruire o ricostruire case si può, lo spazio c’è e possono esserci vantaggi per settori come economia, lavoro e ambiente se l’edilizia non riesce a ripartire è perché non si è innovata abbastanza, siamo ancora fermi al mattone: l’innovazione è il motore per la ripresa, l’utilizzo di nuovi materiali e sistemi costruttivi può essere un modo per far riprendere il settore dalla crisi».

Così, ad esempio, dagli scarti del vino si possono estrarre coloranti per elementi di arredo e di design in legno come sedie e tavoli, mentre i residui agricoli (come potature e sfalci) di coltivazioni tipiche del territorio possono essere recuperati per la preparazione di rivestimenti colorati nel settore della bioedilizia. Fino ad arrivare a una casa a km zero, costruita grazie alla stampa 3D utilizzando esclusivamente materiali naturali reperibili sul territorio.

Nella sua prima edizione, Agritettura si era chiusa con la proiezione di un video in cui si “sognava” la realizzazione di una casa esclusivamente con materiali di scarto recuperati. «Ora questa casa esiste davvero, il nostro sogno di due anni fa è diventato realtà, ma in Danimarca – conclude Raimondi – in Italia siamo stati all’avanguardia per secoli, ora è il momento di darci una mossa. Di passare dal dire al fare». Non a caso questo nuova iniziativa di Agritettura s’intitola Alimentiamo la rete: dal dire al fare. L’appuntamento è giovedì 22 marzo a partire dalle 9 e per tutta la giornata alla Palazzina Reale di piazza Stazione (Firenze), con un incontro aperto al pubblico.

 

Notizia tratta dal sito www.greenreport.it

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