Donazioni e trapianti: ancora in crescita in Toscana

Donazioni e trapianti ancora in crescita in Toscana, anche in questi primi mesi del 2018.

I dati toscani relativi alle donazioni di organi e tessuti sono più che doppi rispetto alla media nazionale.


Ecco alcuni dati:

Nel 2017 in Toscana sono stati 100 su un milione di abitanti (PMP = per milione di popolazione) i donatori segnalati (cioè i soggetti con lesioni cerebrali sottoposti ad accertamento di morte encefalica), rispetto ai 45 della media nazionale. Erano stati 95 nel 2016 (rispetto alla media nazionale di 41). E nel primo trimestre del 2018 sono stati 78 PMP (rispetto alla media nazionale di 24).

I donatori effettivi (a cui è stato prelevato almento un organo per il trapianto): nel 2016: 49 PMP (media nazionale 22 PMP); nel 2017: 54 PMP (media nazionale 25 PMP); primo trimestre 2018: 39 PMP (media nazionale 11 PMP).

I donatori utilizzati (donatori effettivi di cui almeno un organo prelevato è stato trapiantato): 2016: 44 PMP (media nazionale 21 PMP); 2017: 48 PMP (media nazionale 24 PMP); primo trimestre 2018: 37 PMP (media nazionale 11 PMP).

“Da molti anni ormai in Toscana il trend di donazioni e trapianti è in aumento – dice l’assessore Stefania Saccardi – I dati del 2017, e anche quelli del primo trimestre del 2018, parlano di un aumento sia delle donazioni che dei trapianti.”


Sono però in crescita, in Toscana come a livello nazionale, anche le opposizioni, cioè i familiari che rifiutano di donare gli organi del congiunto deceduto.

“Le opposizioni alla donazione hanno come effetto la riduzione ulteriore di disponibilità di organi, per cui la nostra Regione ha ritenuto opportuno intervenire fattivamente in due ambiti: il primo riguarda il progetto “Una scelta in comune”, sviluppato in collaborazione con AIDO e con il Centro nazionale trapianti, nell’intento di favorire, nei cittadini che rinnovano la carta di identità, una maggiore consapevolezza sul tema e, dunque, una presa di coscienza relativamente alla donazione ed al trapianto; il secondo, maggiormente rivolto agli operatori e alle strutture sanitarie, riguarda specificatamente lo studio del fenomeno delle opposizioni” spiega il dottor Peris.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *