Genova, psicologi e insegnanti aiutano gli studenti a elaborare il trauma del ponte Morandi

Un disagio condiviso si supera ma se resta nel silenzio rischia di trasformarsi in angoscia. Gli insegnanti di Genova hanno imboccato la strada della verita’ e, da subito, hanno messo al centro della loro scrivania il dolore causato dal crollo del Ponte Morandi.

In questo cammino, le scuole genovesi hanno al loro fianco l’equipe di psicoterapeuti esperti dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma che, con il progetto ‘Genova un ponte per il futuro’ promosso d’intesa con il Miur e l’Ufficio scolastico regionale per la Liguria, ha incontrato insieme alla dirigente Elena Tramelli i 150 insegnanti dell’Istituto Comprensivo Campomorone che si confrontano con il lutto del piccolo Samuele.

“Fin dal primo giorno di scuola i professori non hanno permesso che il dolore restasse negli zaini degli studenti e condividendolo hanno fatto fuoriuscire il dolore insieme alla commozione. Domani i bambini torneranno a scuola serenamente, sapendo che potranno parlare della loro sofferenza, cosi’ come potranno partecipare a quella degli altri. Il riferimento per gli studenti sono solo gli insegnanti- assicura lo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco- e noi psicologi siamo gli esperti a loro supporto. Oggi posso confermare che la risposta degli studenti e’ stata quella sperata: hanno condiviso la perdita insieme ai coetanei e c’e’ stata molta commozione”.

Il crollo del Ponte Morandi e’ un trauma collettivo e quando si vive una tragedia del genere si ha sempre il timore che qualcosa possa ricapitare. Il progetto ‘Genova, un ponte per il futuro’ prevede delle attivita’ che durino nel tempo per accompagnare i ragazzi qualunque cosa possa accadere.

“Oltre che a Campomorone, saremo in tutte le scuole dove si e’ verificato un lutto parallelo e lo faremo con incontri frontali negli istituti- prosegue Castelbianco- con uno sportello online di supporto psicologico e mini redazioni scolastiche”.

I giornalisti professionisti dell’Agenzia di Stampa Dire-Diregiovani creeranno, nelle scuole che parteciperanno, delle ‘redazioni junior’ per spronare i ragazzi a vivere un’esperienza di giornalismo studentesco.

Inoltre, “i contributi degli studenti saranno selezionati per comporre un libro che a febbraio sara’ riconsegnato a loro- fa sapere lo psicoterapeuta- servira’ a mettere un punto al trauma, non a chiudere con quanto e’ accaduto”. Infine e’ prevista la collaborazione con Radio Jeans, che permettera’ ai giovani di intervenire nelle trasmissioni radiofoniche mantenendo alta l’attenzione mediatica sull’evento.

Un grande apprezzamento il direttore dell’IdO lo rivolge all’impegno e alla disponibilita’ della dirigente scolastica Tramelli, dell’assessore all’istruzione, Ilaria Cavo, e di tutti gli insegnanti.

“Abbiamo incontrato prima tutti i docenti insieme e poi quelli della classe di Samuele- conclude- hanno saputo gestire le dinamiche emotive della classe, sono stati loro ad aver avuto l’idea di spostare i banchi per non lasciare il ‘posto vuoto’ e di indossare le magliette di Genova”.

Notizia tratta dal sito www.dire.it

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