La Polizia di Stato recupera centinaia di oggetti preziosi di sospetta provenienza furtiva: agli arresti domiciliari un 77enne

Sono più di 300 gli oggetti preziosi di sospetta provenienza furtiva sequestrati nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato a Firenze, nel corso di un’operazione “antiricettazione” a seguito della quale il G.I.P. ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per un 77enne di origini campane.

I Militari da tempo stavano indagando su alcuni movimenti sospetti che gravitavano intorno ad un’attività di compravendita di oro e preziosi: un’attività che era intestata alla moglie dell’indagato, ma di fatto amministrata proprio dal 77enne.

Durante le indagini gli agenti inoltre avrebbero assistito anche ad un fatto insolito: dopo l’arrivo e l’entrata nel negozio di un soggetto con una valigia, la saracinesca sarebbe stata subito abbassata.

La Polizia è voluta andare a fondo e ha fermato l’uomo in un’altra circostanza e lo ha trovato in possesso di ben 27mila e 6.900$ in contanti.

Sempre nell’ambito della stessa indagine, lo scorso settembre i poliziotti hanno anche accertato che una terza persona aveva venduto al 77enne argenteria ed oggetti in oro, risultati poi rubati durante un colpo in villa messo a segno qualche mese fa a Fiesole.

Nei giorni scorsi, la Polizia ha perquisito il negozio nel centro di Firenze, oltre alla casa dell’indagato nel Comune di Bagno a Ripoli.

Gli agenti hanno recuperato quello che può essere definito un vero e proprio “tesoretto” costituito da orologi di lusso (tra cui rolex, cartier e breitling), gioielli, ma anche altri oggetti preziosi e ricercati, tra i quali spiccano alcuni reperti di probabile provenienza archeologica: tutto pari quasi a mezzo milione di euro.

L’uomo è stato subito denunciato per ricettazione ma, pochi giorni dopo, per lui le cose si sarebbero ulteriormente complicate: il 77enne è stato infatti fermato mentre si stava allontanando in auto dalla sua abitazione.

Date le circostanze la Polizia ha ritenuto verosimile il pericolo di fuga dell’indagato, sottoponendolo a fermo di indiziato di delitto, sempre nell’ambito della medesima inchiesta.

All’esito dei riscontri investigativi, il Giudice per le Indagini Preliminari, evidenziando il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

La Polizia di Stato è ora a lavoro per cercare di risalire alla provenienza degli oggetti sequestrati nel corso dell’attività.

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