Nelle discariche toscane i fanghi da depurazione

Lo stabilisce un’ordinanaza del presidente Enrico Rossi, in seguito al blocco del trasporto in Lombardia. Saranno le discariche di Terranuova, Gello, Casalguidi e Rosignano ad accoglierli per i prossimi quattro mesi.

Quattro discariche toscane, per quattro mesi, accoglieranno i fanghi da depurazione civile.Lo stabilisce un’ordinanza firmata due giorni fa dal presidente della Regione, Enrico Rossi. Si tratta di uno lo strumento che permetterà di superare l’emergenza smaltimento fanghi da depurazione civile, originata dal divieto di usarli in agricoltura e da una sentenza del Tar che impedisce il loro trasporto in Lombardia, come avveniva fino a poco tempo fa.La gravità della situazione era stata segnalata da Cna Toscana che, per trovare una soluzione, aveva incontrato l’assessora all’ambiente, Federica Fratoni.«È necessario che la Regione Toscana – ha scritto Cna – con il coinvolgimento dei Prefetti individui immediatamente siti dove effettuare lo stoccaggio temporaneo o definitivo dei cosiddetti fanghi da depurazione. Altrimenti ci saranno gravi conseguenze per imprese e disagi per turisti e cittadini». «Le imprese di autospurgo non possono effettuare il proprio lavoro di vuotatura fosse biologiche e pulitura pozzi neri: la recente sentenza del Tar della Lombardia ha bloccato di fatto tale attività in questa regione dove veniva inviata la maggiore quantità dei cosidetti fanghi da depurazione prodotti in Toscana (tali fanghi devono essere per legge smaltiti in centri specializzati o bruciati negli inceneritori). Dal momento che le imprese che effettuano questo lavoro sono obbligate a smaltire entro 48 ore altrimenti incorrono nel penale e gli impianti privati esistenti in Toscana stanno chiudendo tutti per ferie e/o manutenzione, gli autospurghi non sono in grado di effettuare il servizio».L’ordinanza emessa dal presidente prevede (ai sensi dell’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006, che prevede interventi in caso di eccezionali ed urgenti necessità) un periodo di quattro mesi in cui questi rifiuti speciali dovranno essere accolti in quattro discariche toscane.Si tratta di quella di Casa Rota a Terranuova Bracciolini, di quella di Gello a Pontedera, della discarica del Cassero a Serravalle Pistoiese e di quella di Scapigliato a Rosignano Marittimo.Sono tenute ad accogliere ciascuna 1.800 tonnellate al mese di fanghi provenienti dai depuratori civili della Toscana, che producono in media 10.000 tonnellate di fanghi al mese. Il tutto avverrà con un criterio di prossimità, cioè ciascuna discarica accoglierà soltanto i fanghi prodotti dai depuratori collocati nelle aree vicine. L’ordinanza prevede inoltre che lo smaltimento avvenga «riducendo il più possibile le eventuali pressioni ambientali legate ad emissioni di maleodoranze».Nei quattro mesi di validità dell’ordinanza, vista la prescrizione dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana richiede ai gestori del servizio idrico integrato cioè dei depuratori che producono i fanghi, di «dare atto delle misure che i gestori prevedono di mettere in atto o che hanno attuato con riferimento al trattamento dei fanghi finalizzato alla riduzione degli impatti ambientali». La Regione provvederà quanto prima ad emettere un atto specifico affinché i gestori dei depuratori si dotino di impianti adeguati a pretrattare i fanghi prima che siano smaltiti. I gestori dovranno quindi inviare mensilmente all’Arpat e alla Direzione ambiente della Regione una relazione in proposito.

Articolo di Benedetta Marziali

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