Parlamento europeo: ridurre le emissioni di CO2 e finanziare l’innovazione low-carbon

Il Parlamento europeo ha approvato (con 535 voti favorevoli, 104 contrari e 39 astensioni) una legge per rafforzare le restrizioni Ue sulle emissioni industriali di CO2 e iniziare così a concretizzare gli impegni di Parigi sul clima. In una nota l’Europarlamento sottolinea che «La nuova legge, sulla quale c’è già un accordo informale con i ministri dell’Ue, accelererà il ritiro delle quote di emissione disponibili sul “mercato del carbonio” del sistema Ue di scambio delle quote di emissione (ETS), che copre circa il 40% delle emissioni di gas serra dell’Ue».

La legge approvata dal Parlamento europeo punta anche a prevenire la “rilocalizzazione delle emissioni di carbonio”, «ossia il rischio che le imprese possano delocalizzare la produzione al di fuori dell’Europa, in paesi con regole meno stringenti in materia di riduzione delle emissioni. I settori a più alto rischio riceveranno gratuitamente le loro quote ETS. I settori meno esposti riceveranno gratuitamente un 30% di quote in più».

Il sistema ETS dell’Ue fissa una soglia massima alla quantità totale di gas serra che può essere emessa dai settori interessati dal sistema. All’interno di questa soglia, le imprese Ue ricevono o acquistano “quote di emissioni” (permessi di emettere i CO2) che possono, se necessario, scambiare tra loro.

Nel nuovo testo si richiede di: «accelerare la riduzione annua delle quote di emissioni messe all’asta (il cosiddetto “fattore di riduzione lineare”) del 2,2% dal 2021, ossia in aumento rispetto al 1,74% previsto attualmente (tale fattore sarà inoltre riesaminato, per aumentarlo ulteriormente, dal 2024); raddoppiare la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS, che serve a eliminare le quote di emissioni in eccesso sul mercato: una volta attivata, la riserva assorbirebbe fino al 24% delle quote in eccesso in ogni asta annuale, per i primi quattro anni, aumentandone il prezzo e incentivando di conseguenza la riduzione delle emissioni».

Inoltre è stato approvato un “fondo di modernizzazione” che «contribuirà a migliorare i sistemi energetici negli Stati membri a basso reddito» e gli eurodeputati hanno approvato delle regole più severe per i finanziamenti Ue, «che non potranno più andare a progetti industriali alimentati a carbone, ad eccezione dei sistemi di teleriscaldamento negli Stati membri più poveri», A questo si aggiunge un fondo per l’innovazione che fornirà sostegno finanziario per i progetti sulle rinnovabili, per la contestata tecnica della carbon capture and storage  e per l’innovazione low-carbon.

 

Notizia tratta dal sito www.greenreport.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *