Ritardi Trenitalia, Comitato Pendolari: “Non solo lavori alla stazione di San Giovanni ma interferenze anche sulla Direttissima”

“I ritardi del treno Vivalto 6604, Chiusi-Firenze, fra i più usati la mattina presto dai pendolari del Valdarno, sono stati causati nei mesi di febbraio-aprile non solo dai lavori che ci sono stati alla stazione di San Giovanni Valdarno, ma anche dalle interferenze di una Frecciabianca sulla linea Direttissima verso Firenze”.

Lo afferma il portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima, Maurizio Da Re, contestando le risposte date dal direttore toscano di Trenitalia ai primi quattro dei sette reclami di marzo scorso da parte del Comitato sui ritardi del treno Vivalto 6604 e sulle mancate coincidenze a Firenze Campo di Marte col treno 11984 per la stazione di S.M.Novella.

“Il Comitato ha effettuato un monitoraggio dei ritardi del 6604, nel periodo dei lavori a S.Giovanni Valdarno, dal 19 febbraio al 7 aprile, 39 su 41 giorni di funzionamento del treno – riferisce il portavoce del Comitato in una comunicazione inviata all’assessore regionale Ceccarelli – e risulta che il treno 6604 ha risentito relativamente dei ritardi indicati da Trenitalia per i lavori a San Giovanni Valdarno, perchè in oltre il 50% dei casi il treno è arrivato a Figline entro i 6 minuti di ritardo, sufficienti, se mantenuti nella tratta successiva della direttissima, a permettere l’arrivo dei pendolari in tempo per la coincidenza a Firenze Campo di Marte col treno 11984 delle 7.39 per S.M.Novella. Purtroppo – spiega Maurizio Da Re – il 6604 è arrivato entro i 6 minuti a Campo di Marte solo nel 30% di volte, e fra i 7-10 minuti di ritardo nel 40%, perchè sulla Direttissima c’è l’interferenza della Frecciabianca 8652, Roma-Genova, che ha l’orario di arrivo a Campo di Marte alle 7.36, proprio i soliti 6 minuti dopo l’orario di arrivo programmato del 6604. Quindi se il nodo di Campo di Marte è “molto congestionato”, come afferma Trenitalia – accusa il portavoce del Comitato – è per l’interferenza di una sola Frecciabianca sulla Direttissima, che causa inchini e “ulteriori ritardi concatenati” al 6604, mancate coincidenze, costringendo i pendolari del Valdarno a circa 20 minuti ulteriori di inutile attesa per la coincidenza successiva del 3168, a sua volta in ritardo. In compenso nelle tratte successive verso Prato il 6604 ha tempi lunghi di percorrenza, tanto da recuperare i ritardi e arrivare puntuale alla stazione finale di Pistoia addirittura in anticipo di 1-2 minuti in quasi il 50% dei casi Infine è assurdo che nella risposta di Trenitalia si faccia riferimento all’articolo 25 del Decreto 753/80 l’articolo stabilisce che è fatto divieto di aprire le porte esterne e di salire quando i treni non sono completamente fermi, alludendo alla sanzione amministrativa, che per i trasgressori va da 15.000 a 45.000 delle vecchie lire. Accade – sottolinea il portavoce – che il treno 11984, ancora fermo a Campo di Marte, chiuda in anticipo le porte esterne delle carrozze o addirittura le chiuda ai pendolari in procinto di salire in corsa, con evidenti rischi di sicurezza e incolumità dei pendolari stessi”, conclude Da Re.

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