Ecco ‘Tmb’, nuovo test per fotografare mutazioni del cancro

Una fotografia completa delle alterazioni molecolari del tumore è il risultato che può essere raggiunto grazie a un nuovo biomarcatore che misura il numero di mutazioni nel tumore. Si chiama Tumor Mutational Burden (Tmb), cioè carico mutazionale del tumore, e rappresenta la nuova frontiera nella lotta contro la malattia. Se n’è parlato oggi a Roma durante un incontro organizzato dalla Bristol-MyersSquibb. La validità di questo nuovo biomarcatore è stata dimostrata nello studio di fase III CheckMate -227: i risultati iniziali rappresentano un passo in avanti nel trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule. “Il Tmb rientra nel concetto di medicina di precisione– ha detto il direttore del dipartimento di ricerca traslazionale dell’Istituto Nazionale Tumori fondazione Pascale di Napoli, Nicola Normanno– è uno strumento prezioso perché può permettere di identificare i pazienti che potrebbero rispondere all’immunoterapia. Studi recenti hanno dimostrato che questo tipo di trattamento è più efficace nei tumori caratterizzati da un alto numero di mutazioni”. Le neoplasie con un Tmb elevato sono soprattutto quelle del polmone, della vescica, gastrointestinali e il melanoma. Nel 2017 in Italia ci sono state 41.800 nuove diagnosi di carcinoma al polmone, il 60-70% individuato in fase avanzata. “Ci stiamo avvicinando alla possibilità di abbandonare la chemioterapia nel trattamento di molte persone pari a circa il 40%, colpite da questa neoplasia in fase avanzata”, ha detto il direttore del dipartimento di Oncoematologia dell’Asl Romagna, Federico Cappuzzo.

“Il farmaco giusto al paziente giusto”

Quindi la strada da seguire è segnata: il farmaco giusto al paziente giusto. “I nostri obiettivi sono due: fornire la migliore terapia a ogni persona colpita dal tumore e utilizzare al meglio le risorse disponibili– ha spiegato il direttore del centro di immuno-oncologia dell’Unità operativa complessa dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Michele Maio– Per raggiungere questi risultati serve un biomarcatore solido e Tmb va proprio in questa direzione”. L’Executive country medical director della Bristol-Myers Squibb, Cosimo Paga, ha infine sottolineato che “l’identificazione di biomarcatori si sta rivelando una componente essenziale nel percorso di malattia di un paziente oncologico. Con più di 250.000 pazienti trattati con le nostre terapie oncologiche, la Bristol-Myers Squibb ha cambiato l’aspettativa di vita in questa malattia. E questo è solo l’inizio, la nostra speranza è, grazie all’immuno-oncologia, di far sì che il cancro non venga più considerato una malattia mortale”.

Notizia tratta dal sito www.dire.it

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