Violenza anziani Castel San Niccolò. La segretaria CISL Russo: “La tutela dei nostri anziani sono una priorità morale e un diritto inalienabile”

“Le ultime vicende riguardanti la Rsa di Castel San Niccolò sono inaccettabili. La tutela dei nostri anziani, la dignità e il rispetto che meritano in condizione di fragilità sono una priorità morale e un diritto inalienabile che la società civile e le istituzioni insieme alle famiglie devono tutelare”, a riferirlo la segretaria territoriale CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Silvia Russo a seguito delle violenze afflitte agli anziani nella casa di riposo di Castel San Niccolò.

 “Insieme alle giuste indagini e alle conseguenti decisioni della magistratura, – prosegue Russo – occorre però non sottrarsi ad una riflessione approfondita e ad una autocritica severa: inutile essere la migliore regione per indici di qualità sulla sanità o avere amministrazioni virtuose sul piano dei servizi sociali se non riusciamo a prevenire questi accadimenti che non sono solo il frutto di inciviltà e atti personali di scriteriati!
Quando si appaltano servizi strategici e delicati come quelli sociali occorrono controlli severi, continuativi, non solo sugli accreditamenti, ma soprattutto sulla qualità del lavoro dei dipendenti o soci, sull’effettivo rispetto dei contratti, sui turni di lavoro e sulla professionalità del personale impiegato. Occorrono controlli più attenti che non possono essere quelle attuali rivelatesi non solo nel nostro territorio, ma ovunque poco efficaci.”

“Da non sottovalutare – termina Russo – un altro aspetto: è impensabile “fare cassa”, ovvero risparmiare sulle risorse umane impiegate in questi settori, non si può essere “la migliore sanità o il migliore servizio socio-sanitario” appaltando al ribasso e sfruttando il lavoro di tanti professionisti e operatori facendo finta di non sapere cosa succede a volte all’interno di cooperative anche di grandi dimensioni e specchiata reputazione! Non si può far lavorare colleghi che prendono addirittura la metà dei dipendenti pubblici che fanno lo stesso lavoro magari proprio gomito a gomito e che non hanno le stesse garanzie di rapporti numerici tra operatori e assistiti!”

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