Calcio. I Mondiali? Per l’economia vince Belgio, Francia o Svizzera

Le squadre che hanno più chance di vincere i mondiali? Se i bookmaker danno il Brasile favorito sulla Germania, prima di Francia e Argentina e con Belgio o Croazia come ‘possibili sorprese’ almeno secondo molti osservatori, spunta una classifica alternativa che, nell’ordine, dice Francia, lo stesso Belgio e Svizzera. Si tratta dell’esito di uno studio, in realtà, che indaga quali tra i team in gara a Russia 2018 ha più probabilità di vincere il torneo in base all’analisi delle variabili macroeconomiche e finanziarie del Paese di provenienza.

Nel giorno in cui si apre il sipario sui mondiali di calcio più dolorosi della storia, per gli italiani, è il gruppo specializzato Crif Ratings a stilare la speciale classifica. Ammettendo di aver confezionato uno studio che “può sembrare paradossale”, e ricordando che ogni analisi statistica sconta limiti a maggior ragione se si cimenta in un contesto ‘irrazionale’ come quello del calcio, l’agenzia di rating lancia dunque il suo Crif World Cup Score e le sorprese non mancano. L’analisi, anzitutto, è stata condotta cogliendo la combinazione di quattro variabili principali, osservate su una serie storica dei campionati del mondo disputati dal 1982 in poi: l’attuale ranking Fifa di ogni squadra, l’età media dei giocatori che la compongono, il ranking di ciascun paese su base pil pro capite, il tasso di crescita medio del pil nell’ultimo decennio.

Sulla scala generale, compresa tra zero e 100, sono state misurate tutte le squadre che prenderanno parte al mondiale 2018 assegnando un valore più alto a quelle con maggiori possibilità di vincerlo. Sui 100 punti conseguibili, Francia e Belgio ne ottengono 90 ciascuno, seguiti dalla Svizzera al terzo posto con 75.

Per la precisione, Crif ha soppesato tutte le variabili assegnando un peso del 75% a quelle sportive, il ranking Fifa (37,5%) oltre all’età media della squadra (37,5%), e del 25% a quelle economiche (15% al pil pro capite e 10% al tasso di crescita del pil medesimo nel decennio precedente). Se applicando il metodo del Crif World Cup Score alle ultime nove edizioni del campionato del mondo emerge come in sette casi su nove (77%) il punteggio ottenuto dal Paese rivelatosi poi vincitore sia stato pari o superiore a 85, è zoomando sui risultati dello studio che emerge tutto lo scarto rispetto ai pronostici dei bookmaker.

Diversamente da quanto pronosticato da questi ultimi, le prime cinque squadre che emergono dal Crif World Cup Score sono Francia, Belgio, Svizzera e Giappone, seguiti da sei squadre a pari punti (53). Il modello assegna punti alla Francia e Belgio in ciascuna area di osservazione, fatta eccezione per il tasso di crescita del pil (-0,1% e 0,7%, rispettivamente). In virtù della buona crescita economica (3,8% in media) e della sua posizione in base al pil pro capite (secondo posto) la Svizzera invece ottiene punti solo sulla base delle variabili sportive.

Per quanto riguarda le altre squadre, nelle prime 10 posizioni si trovano Giappone al quarto posto e poi Germania, Spagna, Inghilterra, Portogallo, Danimarca e Corea del Sud, tutte al quinto posto con 53 punti ciascuna. È proprio il caso della Germania a rappresentare dunque una sorpresa, se si tiene conto delle previsioni dei bookmaker. Tuttavia, a causa della relativa giovane età della squadra (età media 25,7) e della debole crescita economica (0,9%) la squadra tedesca non riesce a posizionarsi bene in questo ambito. Inoltre, ricordano da Crif, “la Germania ha vinto il torneo nel 2014 ed è molto raro che il campione in carica vinca l’edizione successiva” (le uniche Nazionali riuscite nell’impresa sono state l’Italia di Pozzo, 1934 e 1938, ed il Brasile di Pelè, 1958 e 1962).

La Spagna poi, dal canto suo, registra una squadra piuttosto anziana (età media 28 anni) e le conseguenze della crisi economica pesano sul tasso di crescita del pil (-1,0%). Stesso discorso per il Portogallo che, al pari degli spagnoli, presenta una squadra non giovanissima (età media 27,7 anni) e un tasso di crescita medio del proprio pil nell’ultimo decennio a sua volta negativo (-1,0%). La posizione dell’Inghilterra, emerge proseguendo nello studio Crif, è frutto della contrazione del proprio pil nonché del suo del ranking Fifa (posizione numero 13), relativamente basso rispetto ai campioni in cima alla lista. Anche la Danimarca vanta un ranking Fifa bassino (12), al quale si accompagna una performance economica debole (0,4%).

La posizione della Corea del Sud, invece, presenta similitudini rispetto all’Inghilterra e la stessa Danimarca per quanto riguarda il ranking Fifa (posizione 60) ma si scosta dai due Paesi europei per quanto riguarda la performance economica, dato che mostra un tasso di crescita del pil su base decennale pari al 3,5%, valore troppo elevato, di nuovo, rispetto al Champions’ Profile che emerge dal modello.

Notizia tratta dal sito www.dire.it

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