Nasce la rete di esercizi “Autism Friendly”: iniziativa dell’Associazione Arezzo Autismo Onlus e della Confcommercio aretina

Nasce ad Arezzo la rete commerciale “Autism Friendly”: diciassette attività (tra bar, ristoranti, negozi di abbigliamento e di ottica, edicole, librerie e perfino un vivaio) pronte a garantire la giusta accoglienza alle persone con autismo e alle loro famiglie.
 
Obiettivo del progetto pilota, nato da un’idea dell’Associazione Arezzo Autismo Onlus e realizzato con il sostegno della Confcommercio aretina, è quello di agevolare i percorsi di autonomia delle persone con autismo, circa duemila in tutta la provincia, e allo stesso tempo offrire ai loro cari un piccolo sostegno nella costruzione di un quotidiano fatto di normalità, fiducia e attenzione. 
Questa mattina, venerdì 23 febbraio, il presidente di Arezzo Autismo Andrea Laurenzi e la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini si sono ritrovati nella sede dell’associazione di categoria in via XXV Aprile per la sigla del protocollo d’intesa, che ha dato il via ufficiale al progetto.
Il primo passo sarà la formazione degli operatori coinvolti. Tre gli incontri previsti, fissati l’1, l’8 e il 15 marzo dalle ore 15 nella sede della Confcommercio, durante i quali potranno confrontarsi sui bisogni delle persone autistiche sotto la guida di esperti. Al termine del percorso formativo sarà realizzato un itinerario simulato all’interno degli esercizi aderenti, riconoscibili dall’apposito marchio, per testare dal vivo l’efficacia ed eventuali difficoltà o punti deboli da migliorare. Poi, il progetto entrerà a pieno regime.
“Sono molto fiera dei colleghi imprenditori che con grande entusiasmo hanno deciso di aderire a questo progetto, che fa davvero onore alla nostra città”- ha sottolineato la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini – “da sempre i negozi sono punti di riferimento insostituibili per la comunità e questa esperienza lo sottolinea ancora una volta. Una città vivibile e migliore passa proprio dalla capacità di tutti, rete distributiva compresa, di rispondere alle esigenze di ogni persona, soprattutto se più debole. L’auspicio è che questo progetto pilota da Arezzo si allarghi ad altre città”.
“Le persone autistiche normalmente hanno difficoltà a comunicare e relazionarsi con gli altri e possono soffrire di disturbi sensoriali che rendono loro difficile vivere in serenità situazioni che possono sembrare banali nella loro normalità, come andare al cinema o a cena fuori”- ha detto il presidente dell’associazione Autismo Arezzo Andrea Laurenzi – “L´idea di base è quella di creare una rete di luoghi dove queste persone e le loro famiglie si sentano accolte e non guardate con paura o sospetto: bar, ristoranti, negozi e attività commerciali dove un ragazzo autistico e/o un disabile mentale possa esprimere le proprie esigenze ed essere ascoltato e rispettato. Credo sinceramente che questo progetto possa rappresentare un vero cambio di prospettiva per la nostra città e l’intera provincia. Un punto di non ritorno nella strada di una inclusione più etica e giusta.”

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