Sulle risorse alla Provincia, il sindaco Chiassai risponde a Vasai: “Caro presidente, purtroppo per lei ho capito troppo!”

A seguito della risposta del Presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai, al Sindaco Silvia Chiassai Martini di Montevarchi, riguardante la ripartizione dei fondi e la situazione della Provincia, ecco la risposta del Sindaco:

“Il presidente Vasai sapeva bene fin dall’inizio del mio intervento, che mi sarei dovuta assentare dalla seduta perché il Comune di Montevarchi doveva presenziare in Regione ad un collegio di vigilanza fissato prima della data del consiglio provinciale. Essendo una e non trina, ho voluto comunque essere presente per far evidenziare, a nome del Gruppo che rappresento, le gravi criticità in cui versa la Provincia che ha ricevuto le briciole dal Governo come avevamo già sostenuto. Del resto non è una nostra invenzione (parlano gli atti) che è stata assegnata ad Arezzo una cifra al di sotto del milione e mezzo di euro rispetto ad altre Province, vedi Grosseto, il cui presidente è riuscito ad ottenere ben altre cifre. Basta fare due conti: per l’ennesima volta non siamo stati in grado di approvare il Bilancio di Previsione nei tempi; ricordo che la nostra Provincia è dovuta ricorrere anche quest’anno all’esercizio provvisorio di bilancio, con un Previsionale 2017 approvato con il parere negativo del Collegio dei Revisori per il mancato rispetto degli obiettivi di finanza pubblica. Sono state tamponate le difficoltà economiche facendo ricorso a misure straordinarie finanziarie e contabili. Il Presidente Vasai quando pensa di iniziare una programmazione concreta e strutturata degli interventi? I fatti dimostrano che non ha mai contrastato con forza gli autori politici di questa grave situazione, ora magari proverà a scaricare le responsabilità sul nuovo Governo? Ho capito anche che per il Presidente Vasai e la maggioranza, è più importante spendere soldi in beni privati per fare convegni e formazione, piuttosto che pensare alle scuole e alle strade. Forse è lei che non ha capito che prima si pensa alla sicurezza dei cittadini, poi ai grandi progetti. Finalmente ci sono consiglieri che, mi dispiace per voi, ma capiscono, vedono ed hanno il coraggio di portare alla luce le questioni. Inoltre, la invito a verificare le mie presenze in consiglio provinciale, gli interventi e il numero delle interrogazioni prima di fare affermazioni non veritiere. Se era così convinto della sua proposta di acquisto di una parte del castello di Rondine, perché dopo il nostro fermo no, ha deciso di ritirare immediatamente l’atto senza neanche discuterlo, urlando che non si sarebbe preso la responsabilità di far passare l’atto se non con l’unanimità del consiglio? Se era tanto convinto della bontà di questa proposta, a cui lei stesso ha dichiarato che gli uffici avevano lavorato per sei mesi, perché non l’ha fatta approvare? Avete la maggioranza in consiglio provinciale! Già, come ha ripetuto lei più volte durante la seduta, non si voleva prendere questa responsabilità! Quando sono convinta della bontà delle mie idee, come Sindaco, sono sempre andata avanti senza indugi assumendomi la responsabilità delle scelte”



		

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