Sei Toscana, l’assemblea dei soci chiude la querelle sulle remunerazioni: “Delibera revocata, bloccato a 180mila euro l’anno”

La decisione era stata rimandata ai soci. E i soci hanno scelto di revocare la delibera della discordia. Quella che permetteva di aumentare la remunerazione degli incarichi percepiti dagli amministratori di Sei Toscana. Una decisione, quella che fu presa lo scorso 11 settembre, che scatenò un nuovo terremoto intorno alla la società che gestisce il ciclo dei rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto: tanto che il presidente lo scorso 5 ottobre convocò un cda appositamente per valutare la questione. E il consiglio di amministrazione tornò a dare la parola ai soci.

Oggi il capitolo appare chiuso: “L’Assemblea dei Soci di Sei Toscana – scrive in una nota la società -, riunitasi quest’oggi giovedì 26 ottobre 2017, ha deciso di revocare la delibera dello scorso 11 settembre, confermando il budget complessivo di remunerazione degli incarichi percepiti dagli amministratori della Società, in complessivi 180mila euro lordi all’anno”.

Una decisione che ha calcato di fatto le intenzioni del Cda: lo stesso amministratore delegato Marco Mairaghi aveva a suo tempo tentato di fare chiarezza con una lettera ai dipendenti nella quale si era dimostrato determinato a “proporre ai consiglieri di non approvarlo e di convocare una nuova assemblea perché siano i soci ad indicare loro l’indennità per ogni singolo consigliere, anche se questo dovesse significare revocare l’aumento del budget”.

I compensi resteranno dunque così strutturati: ” € 50mila lordi\annui per il presidente (che al momento della nomina ha rinunciato al previsto rimborso spese forfettario), € 29mila lordi\annui per l’amministratore delegato, € 36mila lordi\annui complessivi per i vicepresidenti (€ 18mila lordi\annui a testa). Ci sono inoltre i gettoni di presenza per la partecipazione ai consigli d’amministrazione (€ 300) per ognuno dei membri del Cda fino ad un massimo di € 5mila lordi\annui cadauno (totale massimo € 45mila lordi\annui). Al presidente sarebbe infine destinato un premio di € 20mila al raggiungimento di determinati risultati, peraltro particolarmente elevati, e per il quale non è attualmente prevista la corresponsione. “

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